Rendering maglie calcio

Se sei un brand o un’azienda che vuole aumentare l’engagement dei propri follower, le partite di calcio in diretta possono essere un ottimo strumento di marketing da sfruttare. A cavallo tra XIX e XX secolo, la prima casacca dei Rossoneri fu una semplice camicia di seta caratterizzata da una fitta rigatura, con lo scudo cittadino di Milano cucito all’altezza del cuore; i pantaloni – o, forse, sarebbe il caso di parlare di «braghe» – presentavano inoltre una foggia decisamente ampia. All’inizio del XXI secolo, la divisa casalinga del club meneghino mutò di anno in anno solo in piccoli particolari; tra le innovazioni ci furono l’inserimento di dettagli in bianco, soprattutto per quanto concerne colletto e bordini, e il ricorso all’oro, colore talvolta usato anche per i numeri di maglia. Nel 1999, anno del centenario milanista, la squadra affiancò alle divise della stagione 1999-2000 un’uniforme celebrativa che riprendeva, nello stile, quello della progenitrice del 1899; la stessa maglia, con tricolore ricamato sulla manica, venne indossata per un’ultima volta il 6 maggio 2001 contro il Perugia, nella ricorrenza del centenario dal primo scudetto rossonero. La nazionale che vanta il maggior numero di successi è il Brasile, con 6 affermazioni, seguito dalla Spagna con 2 e dall’Argentina e dal Portogallo con una.

Le tre strisce caratteristiche del marchio tedesco erano apparse sulle maniche delle divise da portiere già dalla stagione 1976-1977 e sui pantaloncini dei giocatori dalla stagione successiva: in entrambi i casi, però, non erano accompagnate dal logo. Uno sponsor tecnico apparve per la prima volta sulle divise del Milan nella stagione 1978-1979, quando, nella trasferta di Ascoli Piceno valevole per la 18ª giornata di campionato, i giocatori scesero in campo con maglie firmate dal trefoil adidas. I giocatori indossano una maglia a strisce rosse e nere, motivo per il quale fu dato loro il soprannome di rossoneri, maglia napoli mars pantaloncini bianchi e calzettoni neri. La squadra raggiunge le finali per la promozione in Divisione Nazionale B, ma perde contro Lecce, Palermo e Foggia. Similmente, il 15 dicembre 2019, per celebrare i 120 anni del club rossonero, i giocatori sono scesi in campo contro il Sassuolo indossando una maglia speciale che, rispetto a quella stagionale, recava dettagli dorati. Il 27 novembre 1949, in occasione della partita contro l’Austria Vienna per i festeggiamenti del 50º anniversario di fondazione del Milan, quando i giocatori dell’Inter e del Milan si trovarono a giocare assieme, sotto la bandiera della rappresentativa di Milano, con una maglia bianca fasciata dove l’azzurro dell’Inter e il rosso del Milan trovavano spazio nella fascia rossonerazzurra che attraversava il busto.

Il title sponsor, dalla stagione 1999-2000, viene spesso mostrato anche sulla lavagnetta luminosa usata dal quarto ufficiale per segnalare le sostituzioni e il recupero, e sui cartelloni posti appositamente dietro ai giocatori durante le interviste post partita a bordo campo. Dopo che la FIFA prese in mano la gestione del calcio a 5 mondiale, si sentì l’obbligo di continuare l’organizzazione dei campionati mondiali già in vigore dal 1982 per opera della Federación Internacional de Fútbol de Salón (FIFUSA). In linea generale è tuttavia la semplice divisa all white quella che identifica nell’immaginario collettivo le trasferte del club: ulteriormente, grazie al fatto di essere stata indossata dal 1963 in poi nella maggior parte delle finali internazionali giocate – e spesso vinte – dalla squadra, tale uniforme ha assunto nel tempo un notevole rilievo nell’iconografia milanista e, di riflesso, nella storia del calcio mondiale, guadagnandosi per questo il soprannome di The Lucky One. A cavallo degli anni 1980 e 1990, in occasione di ben quattro delle cinque finali di Coppa dei Campioni/Champions League disputate in quel periodo, il Milan creò delle speciali casacche da utilizzare in tali appuntamenti, bianche con bordini rossoneri (differenti dalle seconde mute stabilmente utilizzate in quel periodo), che andavano a ricalcare lo storico completo all white con cui il club sollevò nel 1963 la sua prima Coppa dei Campioni: da allora è diventata una consuetudine per i meneghini ogni qual volta si presentano dinanzi a una finale europea.

Sulla schiena, la successiva apposizione dei numeri di gioco avvenne colorandoli di bianco. In misura minore, dalla fine degli anni 1980 i diversi sponsor tecnici dell’epoca scelsero di modificare la canonica uniforme: dapprima, colorando di bianco i vecchi calzettoni neri, ottenendo così un effetto all white, e successivamente in senso opposto, ricorrendo a pantaloncini neri che generarono una predominanza scura nella zona inferiore dell’uniforme; tali licenze creative ebbero termine solo pochi anni dopo l’inizio del III millennio. Come richiamo alla tradizione, lo scudo ricompare sulla prima divisa solo dalla stagione 2014-15, ma la croce rossa su fondo bianco sarà, assieme ai colori sociali rosso e nero, una componente costantemente presente nel logo del Milan. La società calcistica di Milano, fin dalla sua nascita nel 1899, utilizza come colori sociali le tinte del rosso e del nero, da cui il soprannome di Rossoneri; queste vennero scelte da Herbert Kilpin, fondatore e primo capitano del club, a rappresentare rispettivamente il fuoco dei diavoli milanisti e la paura degli avversari nell’affrontarli. In questa decade iniziale, da segnalare lo speciale abbigliamento del fondatore Herbert Kilpin che – probabilmente per rimarcare le sue origini british, o solo per meglio identificare il suo doppio ruolo di allenatore e capitano – alla sopracitata divisa aggiungeva un singolare berretto di stampo anglosassone, anch’esso a strisce rosse e nere.

Di più su maglia juve 24 sulla nostra home page.


Publicado

en

por

Etiquetas: